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giovedì, novembre 13, 2003
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Quando la pace scoppia... Prima Pagina di Silvio Torre, 12/11/2003 20.00.05 |
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Se dissenti dalle cause che hanno portato a morire degli uomini ci sarà sempre un verme a chiamarti sciacallo. E' un suo diritto, ma è stato lui a sacrificare le vittime.
E' successo! Lo sapevamo, lo sapevano tutti. Diciotto italiani, soldati e carabinieri, sono morti. Accade in una terra lontana, la patria della civiltà occidentale, la terra di Babilonia dove furono scritte le prime parole in molte lingue diverse. Accade in una terra che non è la nostra, dove la missione non è composta di caschi blu, dove l'Onu non c'è. Persino la croce rossa ha abbandonato il campo, ma noi no. Coraggiosi ed intrepidi restiamo. Non importa che non sia casa nostra, che non sia la nostra guerra, che la patetica scusa delle armi di distruzione di massa si sia dimostrata la solita menzogna. No, come dei muli ancora non ci vogliamo credere. Ci considerano degli invasori, ci tirano pietre, di noi amano solo i gol di Totti e le Ferrari. Così oggi la prima resa dei conti arriva col suo carico di morte. I militari erano preparati, certo, però... La base era lungo una strada pubblica e trafficata, non era protetta con fossati, recinti e terrapieni, no. Si è scelto un ''basso profilo'', cioè ''invadete facendo finta di non essere invasori, così forse non vi odiano'' questo prescrivono i consiglieri militari della CIA. Incredibilmente, qualcuno le sta a sentire, e bum! Come la logistica di quell'esercito fatto di agenti segreti, infiltrati ed ex membri della guardia repubblicana è riuscita a ristabilire una catena di comando ed una di comunicazione ecco mille esplosioni che risuonano più delle campane, ecco che la pace appena proclamata si colora del rosso delle vittime di una nuova, pericolosissima, resistenza. E hai voglia a chiamarli terroristi. Non ci sono parole per gridare alla menzogna. No! Non c'è 'sto Bin Laden ad ogni angolo, il Tuscania e gli altri battaglioni sono a casa di Saddam, non invitati, e sono proprio tra lui e le raffinerie con i loro oleodotti. Veramente credevate che fossero al sicuro, veramente credete che un nemico invisibile possa venire sconfitto, siete davvero convinti che tenere il comando di quell'antica nazione significhi averla liberata? Sciacallo! Ecco cosa vi dicono se chiedete il ritiro di quegli uomini, un contingente ormai inutile se la missione era di impedire l'utilizzo delle armi atomiche. Non ci sono? Bene che aspettate a riportarli indietro. Sciacallo! Proclami le tue idee sulla carne di quei poveracci. No! Lo faccio su quella, ancora integra, degli altri. Oggi per noi è lutto? E' vero. Siamo in missione di pace? Ma fatemi il piacere, dopo anni di embargo, carestia, violenze di ogni genere ed un'invasione non direi proprio. Oggi pietà per le nostre vittime, domani pietà per tutti, mettiamoci una pietra sopra e ridiamo quel paese agli iracheni. E' il loro, nonostante tutto. | | Leggi e Commenta
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Kill Bill volume I Recensioni: Cinema di Mariano Sacco, 13/11/2003 14.56.00 |
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Tarantino è tornato, ed è sempre più assurdo
Oramai sono passati dieci giorni da quando ho visto questo film, ma solo ora lo recensisco un po’ perché non ho avuto molto tempo e un po’ perché avevo bisogno di digerirlo, questo perché il film esula dai normali schemi e la prima impressione che dà è interrogativa, io sono uscito dal cinema affermando: Boh? A quando il secondo tempo? Ma più passavano i giorni e più mi vengono in mente scene e citazioni del film, praticamente lo apprezzi sulla lunga distanza. La trama è praticamente riassunta nel titolo, ammazzare Bill e tutti i suoi soci, per questo il film inizia con Capitolo 1: 2, inteso come secondo della lista, ma si capisce solo molto più avanti il significato di quel titolo. Poi prosegue dall’inizio, o meglio dal motivo scatenante della vendetta fino a ricongiungersi all’ inizio del film, con tanto di background anime dell’antagonista giapponese, disegnato dal sempre bravissimo Shiniciro Watanabe (Cowboy bebop, Animatrix). Più che un film sembra un cartone animato, inverosimile, esagerato, sanguinario con scene al di fuori dello spazio, come a teatro dove pochi elementi ti devono dare l’idea di una situazione più ampia, con i tempi rallentati del cinema giapponese, le inquadrature tipiche dei polizieschi anni settanta, insomma un collage di tutte le influenze che Tarantino ha subito negli anni sono confluite prepotentemente in questo film. Una menzione speciale la merita la colonna sonora che la fa da padrone, suscitando dei stupendi contrasti, come quando c’è un classico duello fra samurai ma in sottofondo una musica da film western, una scelta azzeccata che colpisce molto, tant’è che su di un articolo di Max viene definito il film uno spaghetti-eastern, proprio quello che pensavo senza riuscire a dargli un nome. Non citerò nessuna scena altra scena, perché ho notato che a seconda delle persone che lo hanno visto, ognuno rimane colpito a modo suo da alcune scene, e questo è il più grande pregio di Tarantino, quindi se siete dei veri suoi fan non potete assolutamente perderlo (di millantatori ne ho già visti troppi). | | Leggi e Commenta
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Matrix Revolution Recensioni: Cinema di Silvio Torre, 05/11/2003 23.11.21 |
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Meglio del secondo, questo terzo capitolo della saga ha molta azione ed un pò di suspance.
Ritorna Neo, una volta era un hacker, una volta era uno schiavo, una volta divenne libero poi divenne il messia. Il suo viaggio iniziatico prosegue nella migliore tradizione di questi due registi che fanno un pout-pourri dei racconti e leggende altrui. Questo è il limite di questi sequel, il primo Matrix era inatteso, un capolavoro. Questi invece sanno di già visto. Comunque, senza tema d'infastidire chi ha intenzione di vederlo al cinema, sappiate che Neo intraprenderà la via del guerriero, conoscerà i suoi limiti, entrerà nel mistico, poi diverrà Devil, di nuovo l'imbattibile supermen, Akira, Gesù Cristo e Re Artù. Ah, come al solito Hugo Weaving, l'agente Smith, vale da solo il prezzo del biglietto!
Ecco la recensione normale (ovviamente senza il finale e le scene clow)
| Zion è circondata, l'armata delle macchine inizia l'invasione dell'ultima città dell'uomo. L'esercito di Zion, aiutato da volontari come Zee e Kid combatte contro le sentinelle. Intanto Neo va verso lo scontro finale con l'agente Smith, ormai inarrestabile che ora minaccia anche la città delle macchine. E' lì che Neo e Trinity vanno mentre gli uomini lottano per sopravvivere. |
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lunedì, novembre 10, 2003
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L'Isola dei Formosi /01 Eventi di Silvio Torre, 03/11/2003 19.58.45 |
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Sono orribili, panzuti e barbuti. Li abbiamo lasciati su di un'isola deserta il pieno oceano indiano per oltre un mese. Ecco com'è andata.
Ne resterà uno solo. No, non è la storia dell'highlander Conner McLaud, è il crudele destino degli Alnani (ma non delle Alnane, nds) che hanno deciso di partecipare a quest'esperimento. Si trattava di rimanere oltre un mese in un'isola deserta, senz'altro cibo che quello che fossero riusciti a procacciarsi, senz'acqua, senza fumetti, senza videogiochi e senza internet. Con solo un obbiettivo: Sopravvivere (agli altri).

Presto, su questo sito, ne rimarrà soltanto uno! | | Leggi e Commenta
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Perché tanto odio? Foto di Silvio Torre, 02/11/2003 12.28.47 |
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Le espressioni crudeli ed affamate degli Alnani e dei loro fiancheggiatori causano incubi e gravi disturbi nella popolazione civile.
Ecco due crudeli ed affamati Alnanidi in giro per Modena. A sinistra The Edo ed a destra l'oriundo The Nunzio, Alnano naturalizzato per i tornei di roleplaying. Considerateli armati (di unghie e denti) e pericolosissimi. Non tentate di affrontarli e non cedete alle loro richieste: ''Mi fai assaggiare un pò della tua buona merendina...'' Sarebbe la fine!
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domenica, novembre 09, 2003
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Kung Pow Recensioni: Home Video e Tv di Mariano Sacco, 01/11/2003 19.10.36 |
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Ricordate l’articolo di Matrix-Cow? Questo è il film da cui è tratto.
Ero a casa di un amico quando curiosando fra i suoi div-x trovo questo film di cui non avevo mai sentito parlare (veramente c’è ne sono un altro paio tra cui un horror coreano in perfetto stile Clocktower [un videogioco che conta tre capitoli distribuiti fra le due Playstation] che devo assolutamente vedere), e faccio cos’è questo? Lui mi risponde che è un film demenziale di arti marziali, iniziando a parlarne in maniera entusiastica finché non capisco che è film di Matrix-cow, a quel punto è stato costretto a farmelo vedere oltre che a prestarmelo per farmelo duplicare (e chi mi conosce, sa perfettamente cosa intendo con costretto, per gli altri pensate quello che volete, tanto non mi riguarda…). Il film inizia con una scritta che avverte lo spettatore che il suddetto attinge varie sequenze da un precedente film di Hong Kong del 1976 dal titolo “Tiger & Crane fist”, in pratica e quasi interamente costruito su questo, rimaneggiato in tutte le maniere possibili. La storia narra le gesta del prescelto (nel corso del film capire cos’è che lo rende il prescelto) e del suo percorso iniziatico nelle arti marziali ad opera prima dei roditori che lo hanno allevato e poi della misteriosa e bellissima Una Tet, non voglio raccontarvi di più per non rovinarvi il divertimento (sempre che riusciate a trovarlo). In ultima analisi è un film che può diventare un piccolo cult, dovrebbe avere anche un seguito da quello che si vede alla fine. | Leggi e Commenta |
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L’arte della guerra. Reportage di Silvio Torre, 31/10/2003 21.34.29 |
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Ci sono bravi generali che vincono molte battaglie, ma quelli ancor più bravi vincono senza neanche dover combattere (Sun Tzu). E' stata una partita fortunata (TheSilvio, ridendo)
Poco tempo fa c’è stata più di una simulazione bellica giocata dagli Alnani a ModCon, TheSilvio ne ha giocata una, e neanche fino alla fine. Si è reso necessario che racconti esattamente come andò la storia. Tra un torneo e l’altro mi trovo a passare al tavolo dimostrativo di Flames of War, in cui The Uatato e The Marco erano subentrati ad un comandante americano davvero inetto. I carrarmati erano praticamente parcheggiati in una pineta e gli uomini allo sbando, e nonostante il cambio al vertice della catena di comando la situazione non cambiò… Decidiamo di giocare una seconda partita, in cui gli Alnani The Marco, The Uatato e The Silvio guidavano i tedeschi, ed un sedicente esperto del gioco e di tattica militare si poneva al comando degli americani. Ci ripartiamo i compiti, The Silvio terrà in fianco destro e lancerà solo un dado alla volta, The Marco il centro e tirerà i dadi in attacco, The Uatato il fianco sinistro e tirerà i dadi in difesa. L’Americano vince l’iniziativa quindi ci tocca disporci per primi sul campo, mentre lui osserverà prima le nostre mosse e potrà agire di conseguenza. Una situazione decisamente vantaggiosa per lui. The Marco viene distratto da altri impegni, così la disposizione avviene con The Silvio che propone e The Uatato che scuote la testa dubbioso. – "E’ troppo rischioso.”- diceva, ma poi agimmo così:
 Il campo: In grigio gli obbiettivi tedeschi, a righe quelli americani. I Tedeschi partivano dal basso, gli americani da sopra. |
Carrarmati al centro, così come la compagnia Turm destinata al fianco destro con il supporto di un’unita di mitraglieri, ancora montata sui camion, la compagnia Herr sul fianco sinistro, montata su mezzi corazzati accompagnata dai ricognitori. L’americano risponde disponendo a sua volta i carri Sherman al centro, compatti. Porta poi sul suo fianco sinistro la 101° aviotrasportata, sono paracadutisti veterani con qualche unità di mitraglieri. La 102° invece la manda di fronte alla compagnia Herr, con i suoi bazooka ed i mortai leggeri. Gli obiettivi degli americani sono quelli a strisce sulla cartina, quelli nostri sono in grigio. L’americano ha scelto di muovere dopo di noi? Peggio per lui. The Marco non c’è ancora, The Silvio ordina ai carri di aprirsi a ventaglio (aveste visto l'espressione del The Raffaele) al centro del campo, mentre si aprono tra loro passano a folle velocità i camion con la compagnia Turm ed i mitraglieri (nel camion di sinistra), questi arrivano dietro le mura della villa al centro, quella a metà strada tra gli obiettivi americani. Il comandante The Uatato, si attesta agevolmente nella palazzina sul fianco sinistro e manda avanti i mezzi ricognitori. Adesso tocca allo yankie. Ridendo fa scendere la 102° dalla collina in alto a sinistra nella cartina, con l’intenzione di dirigerla verso la relativa protezione di una macchia d’alberi tra loro e la compagnia Herr, intanto manda gli Sherman al centro del campo, mentre i suoi uomini a piedi avanzano di corsa verso lo sguarnito boschetto sul nostro fianco destro, uno dei loro obbiettivi. |
L’idiota è caduto nella trappola, adesso i suoi carri hanno mosso ed hanno la possibilità di fare un solo tiro, tra l’altro tirando in movimento è improbabile che prenda alcunché. Arriva The Marco, è una furia. - Che avete combinato?, il fianco destro è sguarnito, in due turni ci arriva, e chi vi ha detto di muovere i MIEI carri, per giunta separandoli? - Presi dalla furia bellica non lo calcoliamo proprio, osserviamo l’americano tirare tre colpi di cannone assolutamente inefficaci (ha solo disturbato un po’ l’equipaggio del nostro terzo carro), poi tocca a noi. The Marco è di nuovo distratto, si aspetta una disfatta immediata e finge di avere altro da fare, così da lasciarci responsabili… Ordino ai mitraglieri di scendere dal camion di sinistra e prendere la villa, lascio la compagnia Turm a bordo dei due camion trasporto, arriva di nuovo The Marco,: - Ma così non difendi il boschetto a destra, quello è il suo obbiettivo, DEVI far scendere gli altri uomini e muoverli verso il fianco di destra! - Intanto i nostri carri avevano avuto il tempo di puntare sugli Sherman: - Non ci penso neanche, prendi i dadi e tira con due carri sui loro Sherman, e con il carro comando spara sulla loro postazione di artiglieria in collina. – Preso di sorpresa dalla mia freddezza The Marco non reagisce e tira, le probabilità erano già a nostro favore, ma abbiamo anche avuto fortuna distruggendo tutti gli Sherman ed abbattendo una delle postazioni sulla collina dell’americano. Finalmente un sorriso, The Marco, si volta e torna a prendere il controllo della compagnia Herr, che intanto The Uatato aveva sapientemente portato in posizione. Guardai l’americano e gli chiesi: - Che fai? Tenti di prenderlo il boschetto, tanto non c'è nessuno...- Il nostro avversario guardò i miei camion, pieni di uomini e pronti ad occupare il boschetto, ancora sguarnito, del fianco destro oppure a raggiungere indisturbati gli obbiettivi in alto sulla cartina, e poi guardò i carrarmati, ormai liberi di marciare sul campo. - Non mi avrete, tanto se non prendete le mie postazioni entro il sesto turno non vincete comunque. - E vilmente riportò i suoi uomini della 101° a presidiare la villa sulla collina (in alto a destra). Osservai il campo a mia volta, la compagnia Herr, coadiuvata da tre blindati leggeri ed uno pesante avanzava guidata dal The Marco verso la 102°, i tre Sherman bruciavano e costituivano un eccellente riparo per i miei mitragliatori leggeri, sempre se li avessi voluti portare laggiù, i tre Tank potevano muovere o bombardare le postazioni dell’avversario e la compagnia Turm era ancora comodamente seduta nei suoi camion trasporto, e poteva rapidamente intervenire quando e dove ci pareva. Praticamente la partita era già vinta, offrii la resa all’avversario che rifiutò aggrappandosi al discorso dei turni. Peccato, potevamo giocarne un’altra in cui i miei uomini avrebbero almeno combattuto. Chiesi al The Uatato se l’annoiava occuparsi lui, da solo,di schiacciare quel patetico individuo coi tank e con colpo di maglio, lui annuì ridendo ed io gli lasciai l’incombenza ed anche lo sfizio. Il resto sono solo chiacchiere.
P.S.
Se l'imbecille invece di disporsi a specchio con i carri al centro si fosse concentrato su un fianco, quello a sinistra del tedesco, avrebbe potuto prendere il bosco tra le due posizioni, spianarsi la strada con l'artiglieria inchiodando la Turm al centro ed avrebbe facilmente preso l'obbiettivo, pur protetto. L'iniziativa e la scelta della disposizione sono vantaggi impressionanti, in mano a chi ha una minima sapienza di tattica.
Quanto a noi abbiamo proseguito portando la Herr avanti, rischiando inutilmente uomini. Era opportuno lasciare la Herr ed un paio di autoblindo a tenere la posizione e spostare il resto verso la collina della 101° in un unico colpo di maglio, aggirando i bazooka della 102° ed assestando una postazione di controllo tra i rottami degli Sherman. Era possibile vincere nello stesso tempo senza praticamente nessuna perdita. Però anche senza lo sfizio di un combattimento, questo è vero. Ma non venga spacciata quell'avanzata della Herr come una mossa tatticamente corretta. | | Leggi e Commenta
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Dimmi ciò che mangi... Foto di Silvio Torre, 30/10/2003 21.55.23 |
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Dopo anni di campagne sull'alimentazione mediterranea e di storie sulla mezza porzione che propone il ministero ecco cosa ti trovo per strada.
E prima che mi facciate la solita domanda ve lo dico io. No, non è una salumeria che si chiama Gas Liquidi, non è l'attività commerciale di Pino Gas sposato con Alessandra Liquidi di professione salumiera. E' proprio una salumeria che vende anche bombole del gas, mangimi, cucine ed un mucchio di altre cose. Se ho assaggiato qualcosa? Certo. Poi sono uscito con una sensazione di leggerezza...
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sabato, novembre 08, 2003
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Ce l'hai la Licenza di Uccidere? Articolo di Silvio Torre, 28/10/2003 11.55.08 |
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Pensavo che fossero in pochi ad averla, ma adesso che mi chiedono l'autocertificazione di non essere un fabbricante di bombe atomiche, comincio ad avere qualche dubbio...
Come in Italia anche gli americani hanno da tempo optato per l'autocertificazione. Per motivi di lavoro volevo scaricandomi Oracle personal, la versione mini del più famoso motore di database esistente al mondo, direttamente dalla Oracle Corporation. Quando, oltre alla normale licenza d'uso, mi viene chiesto di compilare il seguente modulo di autocertificazione (anche se non conoscete l'inglese sono certo che ne riconoscerete il senso):
| Oracle Technology Network Developer License Terms
To accept this license, you must agree to all of the following terms:
ELIGIBILITY EXPORT RESTRICTIONS
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Roba da cabaret, direte voi. Io invece ho deciso di passare a MySQL, a voi la scelta. | | Leggi e Commenta
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I Generatori: Qualifiche Inutili per la Web Economy Generatore di Silvio Torre, 27/10/2003 12.28.03 |
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Dai nuova vita al tuo inutile curriculum. Tanto non se ne accorgerà nessuno.
Ancora una volta si parla di formazione e flessibilità. Le richieste delle aziende sono a metà tra il comico e l'assurdo "Ho appena letto la richiesta per un ingegnere neolaureato con quattro anni di esperienza...", allora ho recuperato il lavoro di Phibbi e ve lo metto a disposizione. Rispondete per le rime all'ufficio personale della pincopallo spa, diventate anche voi un "community advisor" oppure il primo "senior research team leader"
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Foto del Kaiser News di Silvio Torre, 27/10/2003 11.54.17 |
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A breve la sezione foto del Kaiser, dove potrete osservare e giudicare gli Alnani nelle loro abituali attività.
Ovvero le foto fatte mentre mangiano, giocano o dormono. | Leggi e Commenta |
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Testa o Croce Articolo di Silvio Torre, 27/10/2003 11.36.46 |
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La scelta di cercare la tolleranza attraverso l'intolleranza è pratica come quella di raparsi a zero per evitare di perdere i capelli.
Un giudice in cima ad un monte ha ordinato la rimozione di un certo crocifisso. Fin qui potrebbe sembrare una notizia a carattere locale, niente di particolarmente interessante, se non fosse per la sensazione di subire una prepotenza che soffriranno di certo alcune delle persone coinvolte nella vicenda, in particolare si tratta di bambini di una scuola elementare. La vicenda nasce così, un rappresentante di un'associazione dal nome altisonante come "Unione Musulmani d'Italia" ha intentato un'azione giudiziaria per la rimozione del suddetto crocifisso, forte della costituzione italiana "articolo 3, secondo cui tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, razza o religione, l’articolo 8, secondo cui tutte le confessioni religiose sono egualmente libere, e l’articolo 97, che assicura l’imparzialità della pubblica amministrazione". Combinando alchemicamente, e burocraticamente, questi elementi il giudice ha disposto l'eliminazione del suddetto simbolo dall'aula in questione. In pratica ne ha vietato la presenza. Cioè ha di fatto reso quello, un simbolo religioso, come elemento di discriminazione e di separazione. Ed il rappresentante dell'associazione, un tal Adel Smith, ha avuto il piacere di veder soddisfatta la sua richiesta, è riuscito, in nome della tolleranza, a vietare la presenza di un simbolo altrui. Non sono religioso, ma l'intolleranza dimostrata da Smith, ed il comportamento da puro burocrate dimostrato da quel giudice meritano davvero di esser ricordate, e ridicolizzate, ogni volta che possibile. Nel frattempo non dite che io voglia metterli in croce, quelle teste astute hanno fatto tutto da soli. | Leggi e Commenta |
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Quando il Gerovital delude Articolo di Lucia Vergaglia, 24/10/2003 15.35.03 |
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Cinese assaggia l’eroina a 86 anni e il giorno dopo viene sorpresa a spacciare
La lotta al narco traffico internazionale assesta un formidabile colpo agli equilibri malavitosi nel lontano Oriente. Finalmente catturata la pericolosissima, Song una donna cinese di 86 anni della provincia del Guizhou, nel sud della Cina la quale avendo inteso che la droga è uno stimolante che allunga la vita si è persuasa a fare un investimento per la sua salute, ha acquistato per la considerevole cifra di 150 yuan pari a 15 euro, una dose di eroina. Al momento dell’arresto a seguito della intrapresa attività di spaccio, l’arzilla ha dichiarato “Non mi sono sentita più sveglia, anzi, mi ha fatto venire sonno”. E così, c’è chi non si arrende al “logorio della vita moderna” e sente di voler provare ancora qualche rimedio per fronteggiare gli acciacchi dell’età veneranda. La notizia ha messo in allarme gli ambienti del Ministero degli Interni, anche da noi il rischio esiste dopo l’annunciata riforma delle pensioni, il fenomeno delle “pusher old band” potrebbe rappresentare una concreta minaccia per l’ordine pubblico, ma, d’altra parte, anche una plausibile risposta al neo-organizzato sistema previdenziale italiano
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San Uatato! Eventi di Silvio Torre, 24/10/2003 15.26.02 |
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Tanti auguri da tutti gli Alnani (superstiti) al The Raffaele il Uatato per il suo onomastico.
Clicca per ingrandire
Eccoti per regalo un'immagine d'epoca che sicuramente ti piacerà da morire... da sterminio, insomma quelle cose che piacciono a te! Da riguardare prima degli esami o degli incontri di lavoro.
Regalo! | Leggi e Commenta |
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Calli, duroni ed unghie incarnite Articolo di Lucia Vergaglia, 24/10/2003 15.11.37 |
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Una piaga sociale: parliamone.
• Mica bevo alcun amaro calice (a parte il caffè), quindi non mi occorre il consenso delle masse, anzi mi fa pure un pò impressione; • mica ho intenzione di mandare il mio curriculum a Zelig, quindi i miei pezzi non devono necessariamente far ridere; • mica millanto poteri taumaturgici del tipo “Chi Legge Lucia Vergaglia Campa 100 Anni!”, quindi non propongo alcuna affiliazione a misteriose sette di mistici Avventisti del Culto Vergagliesco, promettendo la via, la verità e la luce. • mica mi occupo di marketing, non esiste alcun Servizio Cortesia Clienti, quindi non sono tenuta ad accogliere qualsiasi suggerimento, reclamo o critica sul prodotto; • mica sono la rappresentante di qualche ente benefico che raccoglie i fondi per una giusta causa, quindi non devo apparire esemplare e carica di buone intenzioni; • mica partecipo ad una di quelle selezioni televisive munite di televoto, quindi non sono interessata a sollazzare il gradimento del pubblico a casa; • mica mi chiamo o sono Oriana Fallaci, quindi non ho il suo assillo di restare in cima alle classifiche di vendita o né mi impegno ad infondere negli altri certezza sulla validità di tutte le mie idee; • mica conduco “Porta a Porta”, quindi non è fondamentale dare l’impressione che tutto ciò che accade intorno a me sia vitale per le sorti della Nazione
ERGO
Se vi và leggete, commentate, criticate. Personalmente, lo faccio da sempre, sia qui che da altre parti e mi piace addirittura firmare ciò che scrivo.
www.naturalia.net/Nonna - Alberta/index.asp? Menu=calli | Leggi e Commenta |
mercoledì, novembre 05, 2003
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Cyberpunk RPGA: Alnani in finale. News di Silvio Torre, 24/10/2003 15.11.33 |
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Alcuni Alnani (The Carmine, The Edo e The Silvio) ed il naturalizzato The Nunzio, che sono andati alla ModCon hanno ricevuto questa lettera.
| Congratulazioni! La vostra squadra (...E' DI VAN DAMME), grazie ai risultati conseguiti ai tornei validi per il Campionato italiano di GdR RPGANI, si è guadagnata l'accesso alla FINALE NAZIONALE!
Questa verrà disputata nel secondo week-end di Novembre (nei giorni 14-15-16) presso la sede dell'Associazione "La Cripta", ad Imola (BO). Tutte le info sulla finale sono nel nostro sito (e in particolare nel forum, sezione Campionato), a cui vi rimando: http://rpgaitalia.gdr.net
Spero tanto che riusciate ad organizzarvi e partecipare! Fatemi avere vostre notizie, attendo la vostra conferma! Saluti,
Simone "Tay" Paci RPGA Network Italia Staff - http://rpgaitalia.gdr.net |
Ancora una volta la crudeltà del motto ha pagato.
"Vai alle conventions, giocherai giochi nuovi in posti nuovi, conoscerai gente nuova... e la ucciderai!" | Leggi e Commenta |
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Vent'Anni di giochi: Il circolo Evaref Articolo di Silvio Torre, 24/10/2003 10.02.07 |
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Una delle associazioni di appassionati di giochi di ruolo e strategia che ha più influenzato le realtà italiane. Il gruppo dei miei vecchi compagni di gioco.
Una polemica recente è sorta tra gli Alnani, e chi legge queste pagine non ci ha certo capito molto. Incolpevole casus belli ufficiale è stato proprio il circolo Evaref, un gruppo di giocatori di roleplaying, di miei vecchi e personali compagni di gioco. Scrivo per iniziare a raccontare un po’ della storia dei giochi di ruolo e strategia in Italia, ma parto da loro per rispondere a chi mi ha chiesto cos’è l’Evaref e come mai ne ho parlato qui. Cominciamo a vedere come nasce e che fa il circolo Evaref. Andavo al liceo, molti anni fa, quando non conoscevo ancora nessuno degli altri Alnani. Insieme a Raffaele Anastasio giocavo Warhammer, ed insieme ad Andrea Costanzi studiavo la storia bellica recente e passata nei molti giorni che decidevamo di non andare a scuola. Un giorno di primavera decidemmo di andare a Cassino, nei luoghi della famosa battaglia. ”Vieni”, mi disse Andrea, “ti faccio conoscere uno appassionato di giochi di guerra anche più di te, si chiama Diego”. Diego di Dato lo conobbi allora, in quella gita allucinante tra carrarmati veri e quelli virtuali di un videogioco in wireframe, tra il manifesto di Laura Antonelli e le arance rubate al contadino e mangiate di fronte al palazzo abbandonato, quello che aveva le finestre dell’ascensore ancora intatte. Diego fu il mio primo master di Dungeons & Dragons, e grazie a lui ebbi la ventura di conoscere Gigi Ricciardi, Davide de Martino, Ruello Rubino, Lucio Abbate, Jacopo Porreca e moltissimi altri bravi giocatori. Michele D'Agostino e Raffaele Anastasio già li conoscevo, Mario Barbati e Nicola Jannello si aggiunsero al gruppo solo del tempo dopo. Per anni fummo noi ad organizzare i tornei regionali, e qualche nazionale, di D&D (allora divisi in basico ed avanzato). Poi le cose cambiarono. Diego aveva organizzato un roleplaying postale, Gordland, ed a suo tempo mi chiese se preferivo giocare od arbitrare. Io preferii giocare. Poco dopo il gruppo dei master di Gordland fondò il circolo Evaref. Il club divenne rapidamente un punto di riferimento per le realtà che allora organizzavano le conventions, per gli importatori dei giochi e per gli editori. Naturalmente non furono i soli, ma quei vecchi amici, anche se con un buon contributo da parte del sottoscritto, crearono una scuola, uno stile, un modo del tutto nuovo di giocare e scrivere roleplaying. Un modo di fare riconoscibile ed unico. Il circolo Evaref ha un medagliere notevole ed un curriculum di partecipazioni ad eventi davvero molto lungo. Però non è un circolo aperto, non ci si può iscrivere, non ha un calendario ufficiale, non organizza eventi pubblici, non ha uno statuto. Esiste un sito internet, la cui grafica è curata da Mario Barbati e gestito da Davide de Martino che può darvi un’idea di chi sono e ciò che fanno, e lo trovate a www.evaref.org . A Napoli naturalmente coesistevano, ed a volte collaboravano, anche altri circoli, tra cui Dosfa, che fu fondato e gestito da sottoscritto, ma questa è un’altra storia. Riassumendo il circolo Evaref fu fondato da un gruppo di vecchi amici con cui per anni ho collaborato, che ha forgiato un modo di giocare nuovo ed interessante le cui tracce ancora si sentono. Ormai il circolo non organizza più nulla di pubblico da qualche anno ed è un vero peccato. Alla seconda questione, quella del perché ne ho parlato in questo sito, è più facile rispondere: sono mie vecchissime personali conoscenze e ne parlo quando e come mi pare, anche se la cosa può essere un pretesto o causa di polemiche.
www.evaref.org | | Leggi e Commenta
lunedì, novembre 03, 2003
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Metropolitan Graffiti /01 Articolo di Silvio Torre, 23/10/2003 21.02.41 |
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Esercitati spesso a centrare gli obbiettivi. (Gen. Franks, 4/2003)
Il Feng Shui metropolitano ed il bon ton cittadino richiedono attenzione ed esercizio. E' necessario infatti imparare ad agire col minimi dispendio di energia esprimendo il proprio dinamismo al contempo in una forma aggraziata e piacevole. Basta con il lancio del sacchetto dal secondo piano! Esso è rumoroso e può rivelarsi vana la naturale mira della casalinga, da anni allenata a colpire marito e figli con ogni forma di oggetto contundente o macchiante, qualora il contenitore fosse chiuso. Molto meglio vestirsi casual e scender con leggiadro passo da ballerini in direzione del simpatico portarifiuti. Avendo così modo di pavoneggiarsi con i viandanti e la vicina affacciata, di mostrarsi eleganti anche quando si reca seco un lieve ingombro come quello del sacchetto. Acciò tuttavia si giunge dopo anni di pratica e di contemplazione de li graffiti che un saggio appose colà "ove la notte raccolgono i sacchetti". Un piccolo sacrificio dunque, ma recante grandi soddisfazioni. Attenti però, i graffiti metropolitani possono anche fuorviarvi. Essi non si muovono mai mentre i luoghi di raccolta si. Cosicché qualora vi trovaste innanzi ad un mucchio di sacchetti ed a pochi metri da un contenitore vuoto, ricordate le parole di quel saggio che scriveva sul retro della propria auto:
"Non seguitemi. Mi sono perso anch'io!" | Leggi e Commenta |
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Uncollectable! Eventi di Silvio Torre, 22/10/2003 18.40.41 |
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L'incollezzionabile gioco di carte degli Alnani sta per prender vita e per contagiare anche voi.
E' orribile! E' contagioso! E' Uatatico! E' il tremendo UNCOLLECTABLE!™ Il gioco di carte assolutamente e per nulla collezionabile degli Alnani. Potrete anche voi offrire El Lobo al The Carmine, partire per la convention con la macchina del The Silvio (poveri folli) e cercare di giocare il gioco in cui si cerca un gioco da giocare! I contendenti hanno solo bisogno di:
- Un mazzo di carte Uncollectable!™
- Un intero set di dadi
- Un bicchiere d'acqua
- Svariati counters
- La foto portafortuna del loro Alnano preferito.
- Un accendino (carico e funzionante)
Come si gioca? Bè veramente... dobbiamo ancora decidere.
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domenica, novembre 02, 2003
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My Alnano Articolo di Silvio Torre, 22/10/2003 0.13.20 |
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Come vorreste che fosse l'Alnano prossimo venturo?
C'è gia qualche idea, ci saranno delle aggiunte (la sezione cinematografica sarà fortissima) e ci saranno dei ritocchi importanti, alcune cancellazioni. Ma questo non è importante! L'importante è sapere come vorresti il tuo Alnano! Dai un'occhiata qui e fatti venire in mente cosa ci manca ancora:
- Generatori
- Area download
- Il gioco di carte degli Alnani
- Le pulsantiere
- I counters
- Le sezioni cinematografiche (dialoghi e frasi dai film ad esempio)
- Il Calendario
- I Salva schermi
- Il gioco da tavolo degli Alnani
- Il Fumetto degli Alnani
- Le raccolte degli Alnani
Per farcelo sapere puoi cliccare qui o scriverlo di sotto, probabilmente non lo terremo in considerazione ma chiederlo fa tanto marketing oriented topblogsite, qualunque cosa voglia dire. | | Leggi e Commenta
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Adsllizatevi! News di Silvio Torre, 21/10/2003 14.54.01 |
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Dopo mesi all'età del rame, finalmente anche all'ufficio del The Silvio è arrivata una connessione alla rete.
Anche se è una vera schifezza (un'adsl condivisa tramite un proxy), è comunque la benvenuta! | | Leggi e Commenta
sabato, novembre 01, 2003
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Il secondo Anno! Eventi di Silvio Torre, 20/10/2003 22.16.57 |
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Incidenti a parte oggi inizia ufficialmente il secondo anno di alnano.org, con cambiamenti e qualche novità a venire. Sperem ben...
Il nostro provider ci scrive: Estimado Cliente, queremos confirmar que la Registration Authority también ha efectuado correctamente la renovación del dominio alnano.org. Se lo agradecemos mucho por su confianza. Reciba un cordial saludo.
E' passato un anno dall'apertura di alnano.org, anche se il primo vagito c'è stato il 13 dicembre con questa segnalazione, è stato un periodo di crescita e sfizi, prove ed abbandoni, una lunga palestra per essere pronti, come al solito, senza sapere a cosa. Presto vi diremo cosa cambierà, ma per adesso gustatevi una selezione dal nostro archivio:
La ricchissima selezione in gioca al nano, dedicata ai giocatori di ruolo è riassunta qui. E vi consiglio di darci un'occhiata come di dare uno sguardo anche a:
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Ripensando all'articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana Prima Pagina di Lucia Vergaglia, 19/10/2003 15.18.28 |
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Alnano. org: una bella esperienza di vera democrazia
Mi è piaciuta fin da subito la filosofia di alnano. org è un sito speciale questo: senza mettere le cancellate chiunque passa da QUI può, nell’ovvio rispetto la netiquette,(dalle mie parti si chiama pure “crianza”) lasciare il proprio commento su ciò che legge e tutti possono a loro volta mettere in linea il loro apporto all’argomento trattato. Ho cominciato a collaborare qualche mese dopo l’inizio dell’attività, accettando l’invito di The Carmine, con il consenso espresso e anche tacito degli altri Alnani e, né in quel momento, né successivamente, nessuno si è premurato di darmi direttive sulla politica editoriale da seguire, da tale comportamento ho quindi desunto che non ve ne fossero di specifiche e che, pertanto, fossi libera di regolarmi sulla base del mio personale gusto in ordine alla preferenza dei temi da trattare e soprattutto al modo. Infatti, è stato sempre così per tutti, senza alcun filtro, dato che non esiste uno staff di redazione col quale discutere e concordare la scelta dei contenuti, né tanto meno un direttore alla cui discrezionalità sottoporre gli articoli, i reportage e quant’altro và on line, e men che mai un “ Supremo Comitato Giudicante” incaricato di valutare e censurare. Il solo ed unico criterio resta quello della autodeterminazione. Perché tutto ciò che viene scritto QUI resta QUI! Non si modifica, non si cancella, non si annulla, ma è solo ed esclusivamente l’autore che può decidere se correggere il tiro, o andar giù ancora più diretto e ribadire ciò che ritiene opportuno. Certo, si dovrebbe sempre tener ben presente la circostanza che non si tratta nè del giornalino della classe della Scuola Media, nè del muro del bagno della medesima e di conseguenza si cerca di diversificare le tematiche affrontate, calibrare i toni e curare la forma di ciò che si scrive, con senso di responsabilità e di adeguata attenzione. Ma ovviamente, tutto ciò non lo si può mica pretendere. | |
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